3 milioni di persone in Italia con disturbi alimentari. Questi sono i dati raccolti dal governo, e si commetano da soli.

Un altro aspetto allarmante è che si sta inesorabilmente abbassando l'età di insorgenza dei disturbi alimentari. Già a 10-11 anni è possibile osservare i primi segnali di comportamento alimentare patologico, ed è quindi fondamentale non trascurare nessuna situazione “sospetta”. Voglio adesso mostrarti quali sono i 6 segnali che possono aiutare a valutare la presenza o meno di un disturbo dell'alimentazione. Non si tratta di una guida, stiamo parlando di patologie molto complesse che richiedono un lavoro di èquipe molto lungo, complesso e approfondito. Inoltre i sintomi veri e propri di anoressia, bulimia, ortoressia e bigoressia sono diversi e a volte molto specifici. Qui invece voglio parlarti di 6 aspetti generali di queste patologie che è bene tener presente:

1) Segretezza e isolamento sono grandi campanelli d'allarme

E' triste, ma i comportamenti alimentari patologici provocano grande vergogna e senso di colpa, per cui si tende a metterli in atto in segreto. Chi sta combattendo contro un disturbo alimentare potrebbe, apparentemente, mangiare “normalmente” in presenza di altri; sono comportamenti che per essere agiti necessitano di molto tempo per cui le persone in questo caso tendono a isolarsi di più e a trovare scuse per non incontrare amici e famigliari, soprattuto in quelle situazioni in cui è coinvolto il cibo.

2) Rabbia e difesa

Chiunque abbia un disturbo dell'alimentazione è molto impegnato a mantenere attivi i pensieri e i comportamenti che lo alimentano, per cui quando una persona vicina esprime preoccupazione, la reazione è rabbiosa e difensiva. Possono minimizzare o anche negare la propria condotta.

3) Dispercezione della realtà

Se c'è una grossa dispercezione della persona coinvolta per ciò che riguarda il proprio peso, il cibo, le abitudini sportive e l'immagine corporea e ciò che invece vede chi gli sta vicino, ci troviamo di fronte a un altro campanello d'allarme molto grave.

4) Ansia, irritabilità, depressione

Chi ha un disturbo dell'alimentazione può diventare estremamente ansioso per la paura di essere scoperto, o può diventare facilmente irritabile se si sente controllato o ingiustamente sospettato da una persona cara. I sintomi della depressione includono disturbi del sonno, un senso di colpa estremizzato, la sensazione di non poter essere aiutati e la perdita di interesse per attività che prima la persona faceva piacevolmente. Ansia, irritabilità e depressione possono presentarsi anche perchè la persona si sente intrappolata in una serie di agiti che riconosce essere pericolosi per sé stessa.

5) Nascondere la perdita di peso e le restrizioni sul cibo

Nello specifico caso dell'anoressia, la perdita di peso viene nascosta indossando indumenti per nasconderla; il cibo nel piatto viene spostato ma non mangiato, viene masticato ma non ingoiato. Di conseguenza donne e ragazze vanno incontro ad amenorrea e il ciclo mestruale si interrompe per ragioni ormonali e cellulari.

6) Spendere troppo e nascondere il cibo

Nel caso del “binge”, le abbuffate, le spese per il cibo aumentano vertiginosamente, il cibo viene nascosto, si trovano confezioni vuote in posti inusuali. Chi fa uso di purghe invece tende ad andare in bagno immediatamente dopo aver mangiato allo scopo di vomitare; un comportamento che a lungo andare provoca anche danni dentali e gengivali molto gravi.

Per concludere, in tutti questi casi, vi consiglio di approfondire la situazione, identificando con attenzione quali sono i comportamenti che la persona mette in atto e incoraggiarla a chiedere aiuto e farsi curare. Ci sono numerosi centri specializzati in cui, grazie al lavoro congiunto di medici, nutrizionisti e psicologi si cerca di aiutare la persona coinvolta a venir fuori da una situazione che in molti casi può avere conseguenze gravissime.

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